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Il parquet in Europa: dopo un 2019 positivo si guarda alle prospettive future

La  Federazione Europea del Parquet (FEP) – su indicazione delle aziende associate e delle associazioni nazionali – ha diffuso i dati sui consumi totali del parquet in Europa. I numeri si riferiscono al 2019 e sono comparati ai dati 2018, caratterizzati da una leggera contrazione.

Lo scorso anno si è chiuso con +1,2%

Il 2019 ha registrato un aumento dell’1,2% sul mercato europeo globale rispetto al 2018 che, invece, ha visto una contrazione del mercato inferiore all’1% (rispetto al 2017).
Come sempre, però, i risultati mostrano alcune variazioni da Paese a Paese. Il miglioramento del mercato è dovuto principalmente al consumo di parquet osservato in Germania, Polonia, Francia e Italia. Mentre la Scandinavia sta segnando un calo.

La produzione 2019 supera i 78 milioni di metri quadrati nel territorio FEP

La produzione nel territorio FEP, nel 2019, è cresciuta dell’1,6% e ha superato la soglia di 78 milioni di metri quadrati. È importante notare che, a partire dal 2007, i dati di produzione e consumo per l’Italia sono stati rivisti secondo il nuovo metodo utilizzato dalla Federazione nazionale italiana – Federlegno Arredo. La produzione europea al di fuori dei Paesi FEP è stimata in 14,2 milioni di metri quadrati, di cui 8,7 milioni prodotti nei Paesi dell’UE e 5,5 milioni di metri quadrati nei Paesi extra UE.

La produzione totale nel territorio FEP è aumentata, dunque, dell’1,6% con un volume di 78.003.330 di metri quadrati. Il dato tiene conto della produzione totale in Europa (Paesi FEP + Paesi non FEP in Europa) e implica che la produzione 2019 totale è aumentata leggermente, dello 0,7% e ha superato i 92 milioni di metri quadrati.

Consumi aumentati dell’1,2% nel territorio FEP

Confrontando 2018 e 2019, i consumi nell’area FEP sono aumentati dell’1,2%, raggiungendo gli 81.766.700 metri quadrati rispetto agli 80.827.900 metri quadrati dell’anno precedente.

Il multistrato guida la classifica della produzione

La produzione totale di parquet per tipologia, nel 2019, rimane stabile come rilevato dal 2010 in poi. Il multistrato risulta al primo posto in classifica con l’83% (rispetto all’82% nel 2018), seguito dal massiccio (incluso lamparquet) con il 16% (rispetto al 17% nel 2018) e dal mosaico che con il suo 1% resta stabile.

La Polonia sul podio con il 16,86% di parquet prodotto

Italia al terzo posto per consumi con il 10,57%

In termini di consumo per Paese, la Germania rafforza il suo primato con il 21,08%. La Francia è al 10,60% e l’Italia al 10,57%. La Svezia, con il 10,07%, ottiene il quarto posto. L’Austria, con l’8,04% mantiene la sua quinta posizione mentre seguono il Nordic Cluster (Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia e Islanda), con il 7,21%; la Svizzera, con il 7,02%; e la Spagna, con il 7,02%.

Consumo pro capite stabile a 0,19 metri quadrati nell’area FEP

Per quanto riguarda il consumo pro capite di parquet, la Svezia mantiene il primo posto, con 0,80 metri quadrati, posizionandosi prima dell’Austria, con 0,74 metri quadrati; dell’Estonia, con 0,73 metri quadrati; e della Svizzera, con 0,67 metri quadrati. Nell’area FEP, il consumo per abitante, nel 2019, rimane stabile a 0,19 metri quadrati.

La Quercia tra le specie legnose più usate

Le specie legnose più usate nel 2019, come mostrato nel grafico in basso, annoverano la Quercia, che resta stabile con l’80,6% rispetto all’80,3% del 2018. Le specie legnose tropicali rappresentano il 3,4% del legno utilizzato. Frassino e Faggio rimangono le altre due specie scelte più di frequente con, rispettivamente, il 7,2% e il 2% (rispetto al 6,8% e al 2,1% del 2018).

2020 e 2021: quali prospettive?

Europa in stallo durante la pandemia da COVID-19

Dopo un 2018 all’insegna di una leggera contrazione, il mercato europeo del parquet è migliorato nel 2019. Sfortunatamente, questo risultato positivo e il buon inizio dell’anno osservati a inizio 2019 hanno dovuto fare i conti con il diffondersi del COVID-19. La situazione è peggiorata da nord a sud dell’Europa, a causa della pandemia. Italia, Spagna, ma anche Francia e Belgio sono stati chiusi per settimane. Anche le aree di lingua non tedesca della Svizzera e dell’Austria hanno dovuto affrontare questa situazione. In Germania, invece, le attività non si sono mai realmente fermate con alcuni negozi, come quelli per il fai-da-te, aperti. In Scandinavia, poi, non sono state prese misure drastiche di confinamento, dove la vita è continuata a scorrere normalmente. Sebbene la situazione stia lentamente migliorando, più rapidamente nei Paesi meno colpiti dalle misure di blocco, non è previsto al momento un ritorno al livello delle vendite pre COVID-19.

Occorre un nuovo piano di azione per supportare l’industria del parquet

Rimangono incertezze anche riguardo a una potenziale seconda ondata pandemica, nell’immediato o nel prossimo autunno. Insieme ad altre associazioni europee delle industrie forestali e della lavorazione del legno, FEP chiede un forte piano di risanamento dell’UE – in linea con i principi del Green Deal dell’UE – e un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, misure a sostegno di prodotti in legno come il parquet. Un ritorno al vecchio business, con una dipendenza da risorse e prodotti a base fossile e/o ad alta intensità energetica, non è più un’opzione praticabile. Più specificamente, per quanto riguarda l’attività di costruzione, la cosiddetta Renovation Wave dovrebbe essere uno dei motori più importanti per affrontare il problema dell’inefficienza energetica del patrimonio edilizio europeo con zero emissioni. L’attuale crisi è un’opportunità per l’UE per rendere tangibile il suo crescente riconoscimento del ruolo positivo svolto dai prodotti in legno e tradurlo in politiche di supporto per la nostra industria!