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La Calce del Brenta

La Calce del Brenta omaggia i grandi maestri dell’architettura del ‘900

La Calce del Brenta per raccontare le sue finiture ha creato una serie di moodboard ispirati ai grandi maestri dell’architettura del secolo scorso, ciascuno rappresentativo di un decennio e di uno stile. Il progetto, sotto l’art direction di Ottodesign, è un viaggio nella storia attraverso composizioni formali, architetture in miniatura o rappresentazioni di lavori iconici come pretesto per mostrare finiture e palette di La Calce del Brenta.

Dagli anni ’30 alla chiusura del secolo

La storia ha inizio negli anni ’30 con Alvar Aalto, celebre per le sue impalpabili sfumature che, mescolate alla betulla e al vetro, creano ambienti armonici e in sintonia con la natura come nelle sale del suo celebre Sanatorio di Paimio. Si prosegue poi con gli anni ’40 e Le Corbusier, per cui il colore era “un mezzo potente quanto la pianta e la sezione”, tanto da aver sviluppato un sistema cromatico di 63 tonalità, tra tenui e vivaci. La Calce del Brenta ne ha selezionate quattro. Gli anni ’50, invece, sono ispirati all’universo dei colori di Charles e Ray Eames, con quattro tonalità vive, tributo alla loro famosa casa di Los Angeles. Il testimonial degli anni ’60 è Gio Ponti, mentre ad essere protagonista degli anni ’70 è Carlo Porta, con una citazione alla scala della Banca Popolare di Verona, tra le sue ultime opere. Gli anni ’80 puntano i riflettori su Aldo Rossi e gli anni ’90 su Tadao Ando e la sua celebre Chiesa della Luce di Osaka. Infine, il secolo si chiude con David Chipperfield, che con il suo rigore austero ma sensibile usa il colore per raccontare il dialogo tra passato e futuro.